Attenzione alla truffa contactless: ecco come difendersi ed evitarla

In ogni “luogo concettuale” dove sono presenti quantitativi di denaro seppur non direttamente parlando, può nascondersi un pericolo di raggiro che può portaci alla privazione, anche in maniera non immediatamente consapevole dei nostri dati personali che in alcuni casi sono ancora più importanti del denaro fisico. Infatti dalla diffusione degli strumenti elettronici di pagamento è spesso importante riconoscere ciò che può effettivamente compromettere le nostre informazioni, come anche le varie truffe che fanno ricorso di sistemi molto avanzati e diffusi come il contactless.

Non esiste una sola forma definita e “fissa” di truffa, ma come per il bancomat si tratta di una serie di comportamenti per così dire “non virtuosi” che sono soggetti come è naturale che possa essere ed apparire, ad una forma di definizione ed affermazione nonchè aggiornamento.

Come difendersi dalle truffe contactless? Scopriamolo insieme nelle prossime righe.

Attenzione alle truffe contactless: ecco come difendersi ed evitarle

truffe contactless

I sistemi elettronici e telematici di pagamento sono stati “Iniziati” nella diffusione già da qualche decade, ad esempio il sistema Bancomat è nato in Italia negli anni 80 e si è diffuso a “macchia d’olio” nel corso degli anni, condizione che ha visto poi la diffusione ancora più importante delle varie carte di pagamento, come le prepagate.

Grazie a questo nuovo contesto anche tecnologie come il bonifico istantaneo che il sistema contactless pure operando in ambiti tra di loro molto diversi hanno visto una enorme diffusione e concreta evidenzia di essere migliorativi delle proprie operazioni di base.

Il contactless infatti permette di eseguire un pagamento digitale con una tessera compatibile ma anche un qualsiasi altro dispositivo dotato di tecnologia a sensore di questo tipo (quasi tutti gli smartphone moderni ne sono muniti, grazie ad un chip NFC oltre a molti smartwatch di ultima generazione) che permette di velocizzare i pagamenti ed entro una determinata soglia di “importo”, permette di non dover digitare il proprio PIN.

Proprio seguendo questa logica si sono sviluppate varie truffe come quella molto comune a partire dal contesto post Covid, come quella del POS portatile, ossia i terminali che non hanno bisogno di essere collegati tramite cavo e che quindi possono essere configurati per sviluppare dei “pagamenti” attraverso il sistema contactless. In questo modo questi “raggiratori” possono nascondere questi POS già programmati per “estrocere” denaro semplicemente solo avvicinandoli a portafogli e borse contenenti carte abilitate a questa tecnologia.

Bisogna quindi evitare “contatti” con sconosciuti che magari sembrano palesare una strana tendenza a volerci stare vicino, ancora meglio sarebbe munirsi di portafogli o portatessere muniti di una forma di “schermatura” denominata RFID, concepita apposta per evitare questi raggiri.

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Vincenzo Galletta
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