Allerta olio d’oliva: ecco le marche da non acquistare mai al supermercato

L’olio d’oliva da prodotto tradizionale, spesso realizzato in modo tradizionale per secoli, divenuto nell’ambito delle produzioni su vasta scala qualcosa di non solo corrispondente ad un bene culinario di livello ma addirittura un alimeento estremamente degno di rispetto e proprietà nutrizionali. Anche se i procedimenti per sviluppare l’olio d’oliva sono divenuti sicuramente più avanzati rispetto al passato, molti step della produzione non possono prescindere dall’abilità di chi produce questo importantissimo alimento. Anche se apparentemente le tipologie di olio d’oliva sono formalmente tutte simili se non uguali, diversi studi hanno evidenziato alcune sostanziali differenze che fanno preferire un prodotto rispetto ad un altro.

Nonostante gli elevati standard produttivi infatti diversi produttori e distributori per restare su livelli di prezzo non eccessivamente elevati devono per forza di cose sacrificare della qualità.

Ma quali sono le tipologie di olio d’oliva da non acquistare?

Olio d’oliva: ecco quale non scegliere durante l’acquisto

Olio d'oliva

E’ un prodotto dal costo sensibilmente elevato, sia perchè necessita di una materia prima non così comune rispetto ad altri prodotti, ma anche perchè il processo che porta il contenuto delle olive a diventare olio adatto all’alimentazione non è affatto banale, e spesso deve passare diversi processi anche in locazioni differenti.

Anche se per molti di noi bere l’olio d’oliva in maniera diretta risulta essere qualcosa di non propriamente gradevole, proprio questo passaggio è spesso fondamentale per definire un prodotto di qualità sul mercato, essendo l’olio in questione di fatto un prodotto che necessita una degustazione da parte di assaggiatori, fattore che giunge a poca distanza da altre “analisi”.

In Italia, così come in altri paesi dove questo prodotto è fondamentale e non solo importante, viene sommariamente diviso l’olio d’oliva “normale” da quello extra vergine, che hanno la medesima metodologia di preparazione ma il secondo costa sensibilmente di più perchè viene sottoposto ad una ulteriore “raffinazione” che ne riduce l’acidità (in media un olio d’oliva di buona qualità 0,8 g non supera i 2 g per 100 g di prodotto che non deve mai essere superiore a 1 g di acidità per 100 grammi.

Come scegliere un buon olio d’oliva?

Banalmente, evitando prodotti troppo economici, in generale mai “scendere” sotto i 4 euro a bottiglia, poi è essenziale fare caso al colore, più che alla consistenza: un buon prodotto non “tende” cromaticamente verso il marrone.

Attenzione anche agli oli “vecchi”, c’è chi preferisce quelli più “giovani” ma in tutti i casi un olio d’oliva tende ad inacidirsi e perdere qualità oltre che sapore dopo i 18 mesi dall’imbottigliamento.

 

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Vincenzo Galletta
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