Ricordi le vecchie lire con il delfino? Ecco il valore oggi: “Assurdo”

Non è necessario avere o entrare in possesso di una moneta concepita in una lega “preziosa” ma anche una apparentemente molto comune può rivelarsi assolutamente di enorme impatto di carattere collezionistico e spiccatamente culturale: ciò appare evidente in particolare dalle vecchie lire italiane, dominate dall’effetto “nostalgia” da quando l’intera valuta è divenuta dismessa nel 2002. Alcune emissioni però come le vecchie 5 lire con il delfino, iconiche e diffusissime per quasi mezzo secolo, sono ancora comuni.

Si tratta, o meglio si è trattata di una valuta estremamente riconoscibile soprattutto dalle generazioni con qualche anno sulle spalle essendo stata progressivamente meno utilizzata dagli anni 80 in poi, pur essendo stata regolarmente coniata fino al 2000.

Oggi quanto vale una vecchia lira con il delfino? Proviamo a scoprirlo insieme.

Ricordi le vecchie lire con il delfino? Ecco il valore oggi: “Assurdo”

vecchie lire con il delfino
vecchie lire con il delfino

La lira ha avuto una diffusione prima di tutto quantitativa e quasi conseguentemente culturale, diventando la valuta per eccellenza per generazioni intere di italiani.

La variante con il delfino, dal valore di 5 lire è stata la seconda in termini di diffusione di questo tipo, tra le emissioni repubblicane, ideata già dalla fine degli anni 40 per sostituire la Olivo, emessa dal 1951 per circa un decennio e mezzo, per poi essere dismessa fino al 1965. La produzione è poi ripresa fino al 2000, ed è ancora oggi facile da riconoscere: presenta un aspetto particolare, dominato soprattutto da un grosso “5” presente sopra la figura di un delfino (che rende l’emissione riconoscibilissima) che rende la moneta semplice ma di grande impatto culturale.

L’altra estremità , quindi l’altro lato è dominato dalla figura di un aratro, una forma di strumento indispensabile per direzionare le imbarcazioni, oggi come in passato, il tutto con i vari simboli di zecca ed anno di coniatura, per questa moneta realizzata in Italma, una lega molto comune, basata sull’alluminio.

Sono vari gli esemplari che valgono più di qualche euro come gli errori di conio datati 1969, dalla presenza del primo “1” capovolto (sottosopra) che vale tra i 60 ed i 300 euro a seconda delle condizioni, poi c’è da valutare in particolare l’annata 1956, anno in cui per motivi non meglio precisati pochissimi esemplari furono creati, e per questo oggi un pezzo di questo anno, a seconda delle condizioni vale tra i 100 fino a 3500 euro, solo se in Fior di Conio.

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Vincenzo Galletta
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