Allerta inflazione: ecco cosa succede se…

Le diverse forme di condizioni di crisi che si sono progressivamente “abbattute” su realtà come l’Italia ed in maniera non dissimile anche in altre nazioni europee hanno portato alla una diffusa condizione di decrescita ed inflazione. In particolare proprio l’inflazione in questo periodo sta raggiungendo livelli record. Cosa succederà?

Allerta inflazione: ecco cosa succede se…

Ma cosa è l’inflazione? Questo termine finanziario definisce una generica forma di aumento dei prezzi di beni e servizi, spesso causata da più fenomeni ma che nel caso dell’euro viene perlopiù sviluppato da un tipo di rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa.

Il rincaro riduce progressivamente ed inevitabilmente il potere d’acquisto della valuta che viene così svalutata, comportando quindi la necessità da parte dei venditori di aumentare i prezzi.

Rappresenta una condizione problematica per ogni fascia di cittadino, ma in particolar modo sono quelle dal reddito medio basso a palesare maggiori difficoltà. Rapprsenta una problematica conosciuta anche in antichità e che di fatto bisogna “tenere sotto controllo” attraverso varie metodologie. La principale è lo sviluppo di bonus, oppure incrementi di stipendi e pensioni, forma di soluzione che però non può ovviare completamente al problema.

Il 2022 ha evidenziato un aumento dell’8,1 % dei livelli di inflazione,  tematica che inevitabilmente, come detto, è deleteria per ogni forma di cittadino. Sarà molto importante l’operato del governo nel corso dei mesi per “ridurre la forbice” e  la percentuale. Ma cosa fare nell’immediato?

Sicuramente risparmiare è la più basilare delle “regole” ma è meglio presentare un occhio di riguardo anche in merito agli investimenti o anche agli importi di denaro: importi di denaro lasciati sul conto senza essere “movimentati”  attraverso investimenti perdono progressivamente valore nel tempo in quanto l’inflazione riduce in modo importante il  potere d’acquisto.

E’ una buona idea provvedere all’acquisto di obbligazioni, BTP, ma anche solo spostare una parte dei propri investimenti su un conto deposito, un libretto bancario e postale.

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