Otto regole per un albero di Giada bellissimo: ecco quali sono

Da svariati decenni le piante da appartamento, tipologia non esistente in ambito “naturalistico” ma comunemente utilizzata nel linguaggio comune, fa riferimento ad una piuttosto generica tipologia di piante che pur essendo spesso provenienti da contesti abitativi e naturali diversi da quelli nostrani, risultano essere state integrate nel contesto mediterraneo, come dimostrato da specie molto comuni: l’albero di Giada è infatti una pianta non “nata” in Europa, ma provenienti dalla zona oggi corrispondente al Sudafrica, però da secoli è stata introdotta con successo anche nel nostro paese, essendo una tipologia di vegetale molto resistente e versatile.  Come ogni forma di vita di questo tipo però necessita di alcune attenzioni, non a caso gli appassionati hanno stilato una serie di regole per ottenere un albero di Giada in salute e bello esteticamente.

Si tratta perlopiù di “regole”, ma anche di consigli che è possibile adottare per ambire ad un albero di Giada in “forma”.

Quali sono?

Albero di Giada: segui queste regole per la migliore cura

Albero-di-Giada-regole

L’albero di Giada è una delle più comune forme di piante succulente integrate nel nostro paese, anche se questo nome spesso fa venire in mente la “pianta grassa” in realtà la Crassula Ovata, il nome scientifico dell’Albero di Giada, corrisponde proprio alla medesima categorizzazione.

E’ una pianta adattiva, abituata anche a medio-lunghi periodi di scarsa disponibilità di acqua, essendo evoluta per resistere a climi tendenzialmente caldi.

Come appare logico, per conferire alla nostra pianta un habitat “giusto” è necessario ricordare quali sono le necessità principali, a partire da quelle “principali”:

  • In primis la luce, l’albero di Giada ha bisogno di alcune ore almeno di sole semi diretto ma anche diretto se le giornate non sono troppo calde. Resiste bene alla luce ma in quantità estrema anche una pianta adattiva come questa può seccarsi.
  • L’irrigazione è estremamente delicata per queste piante, paradossalmente resistono meglio alla siccità rispetto all’eccesso di acqua che causa la caduta delle foglie.
  • Allo stesso modo per evitare i ristagni d’acqua è consigliabile utilizzare una base di ghiaia sul fondo così da aumentare il drenaggio.
  • Per controllare i livelli di umidità è sufficiente inserire un dito nel terreno: la pianta necessita di acqua solo quando il terreno è effettivamente asciutto.
  • Nella maggior parte dei casi la concimazione non è fondamentale ma comunque importante: è consigliabile fare ricorso a concime liquido ma anche rimedi “casalinghi” come i fondi di caffè.
  • Importante verificare la presenza di parassiti, come la cocciniglia ma anche gli afidi: è sufficiente vaporizzare una volta al mese la pianta con un composto di acqua e sapone di Marsiglia.
  • La pianta va rinvasata quando ha difficoltà a crescere, in genere ogni paio d’anni se in condizioni giuste di conservazione. Per il rinvaso va scelto un vaso appena più grande del precedente.
  • Non è necessaria una potatura importante, però se i rami sono oramai secchi, questa operazione favorisce la salute della pianta.

 

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Vincenzo Galletta
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