“Ecco cosa mi è successo quando ho pagato con il POS”: la storia

Lo sviluppo del POS, strumento indpensabile per lo sviluppo do un terminale che ha le funzioni da “tramite” per un passaggio di denaro digitale tre due parti è stato praticamente parallelo a quello dei tradizionali ATM, ossia gli sportelli telematici ancora oggi molto comuni per prelevare. La funzione del POS (dall’inglese Point of Sale, punto di vendita) è stata resa maggiormente semplice con le ultime tecnologie anche se negli ultimi anni ad una nuova ed incentivata diffusione hanno iniziato a palesarsi anche diversi altri problemi.

“Ecco cosa mi è successo quando ho pagato con il POS”: la storia

Il POS infatti risulta essere stato al centro di una sorta di rivoluzione tecnologica ma anche “politica”, passando da una forma di dotazione facoltativa, a qualcosa di legalmente obbligatorio, divenuto tale da quasi un anno scatenando anche mille polemiche inerenti alla dotazione.

Il governo Draghi ha infatti reso obbligatorio il fornirsi di un POS presso gli esercenti ma anche i professionisti che forniscono la vendita di un bene o servizio, condizione che è stata concepita per aumentare il “traffico” di transazioni digitali, decisamente preferibili per lo stato in quanto più “trasparenti” dei contanti.

Tuttavia negli ultimi anni sono state diverse le truffe con il POS, alcune di queste fanno ricorso alle ultime tecnologie, concepite per rendere più immediate le transazioni, come ad esempio il sistema contacless, che non rende necessario l’inserimento fisico della carta del terminale, ma anche la necessità di inserire il PIN per gli importi non superiori ad una certa soglia.

Proprio sfruttando in modo specifico questa capacità diversi individui sono stati privati di somme di denaro, utilizzando i POS portatili, ossia quelli dalle piccole dimensioni che non necessitano  di cavi o quant’altro e possono essere quindi programmati in modo  da “prelevare” somme di denaro senza l’inserimento del PIN, semplicemente “accompagnando” il terminale nei pressi di una borsa o un portafogli che possono contenere una tessera col sistema contactless inserito.

Si tratta di un’eventualità che è possibile evitare attivando le notifiche delle transazioni così da avere “visione diretta” del tutto, ed anche adottare un portamonete munito di tecnologia RFID è una buona idea.

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Vincenzo Galletta
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