Morso di scolopendra: ecco cosa potrebbe provocare, attenzione

Il contesto dell’etologia è fondato sull’equilibrio animale, ed anche se generalmente siamo tutti a conoscenza dell’importanza della maggior parte delle specie, gli animali striscianti o corrispondenti ad organismi con molte zampe come gli insetti sono solitamente quelli meno tollerati dal punto di vista delle sensazioni: la scolopendra fa parte di entrambe le categorie in quanto è dotata di forma allungata, possiede numerose paia di zampe ed è molto comune in praticamente ogni contesto. La scolopendra è un predatore, ed è dotata della capacità di attaccare con il proprio apparato boccale, un vero e proprio morso, che ha effetti molto specifici sulla maggior parte delle proprie prede. Ma quali sono gli effetti sugli esseri umani?

Essere morsi dalla scolopendra non è certamente qualcosa di gradevole, ma quali sono gli effetti?

Ecco la risposta.

Scolopendra, quali effetti per il suo morso? Ecco la risposta

Morso di scolopendra

Le scolopendre sono degli antropodi dalle medie dimensioni, che fanno parte del gruppo definito anche centipedi, ossia lunghi invertebrati con diverse decine di paia di zampe, che corrispondono anche al nome di chilopodi.

Se la scutigera ha zampe più filiformi e lunghe, la scolopendra è mediamente più grande (può anche superare i 15 cm di lunghezza, ma in altre zone del mondo ne esistono di ancora più grandi), ed ha zampe più corte, prsentando un corpo maggiormente di colore scuro, di tipo bruno.

La versione più diffusa in Italia ed in Europa è la scolopendra cingolata, che presenta un corpo segmentato, sotto forma di una corazza flessibile che permette all’animale di essere protetto. E’ insettivoro in prevalenza, in quanto si nutre di animali di dimensioni più piccole rispetto alle proprie, che indebolisce o uccide utilizzando il proprio veleno attraverso i “morsi”, vengono effettuati attraverso gli uncini accanto all’apparato boccale.

Il veleno viene utilizzato per approvvigionarsi di cibo, in condizioni di pericolo l’animale può farne ricorso a mo di autodifesa: il veleno della scolopendra non è letale per la specie umana adulta, ma può esserlo per piccoli animali, nelle persone la “puntura” è molto dolorosa e sviluppa un rossore radicato, oltre ad avere un effetto emolìtico, riducendo la capacità di sanguinamento.

Nei soggetti allergici, o sensibili, ad esempio i bambini piccoli ed anziani, i sintomi possono essere peggiori, fino allo sviluppare uno stato di infiammazione e gonfiore, che in alcuni casi può anche sviluppare la necrosi dei tessuti interessati.

Se il morso è particolarmente doloroso, è consigliabile fare ricorso a prodotti che contengono cortisone, sia direttamente sulla zona interessata, sia attraverso la via orale.

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Vincenzo Galletta
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