Una tesi con protagonista Campagna: auguri dott.ssa Cubicciotti!

Una tesi con protagonista Campagna: auguri dott.ssa Cubicciotti

Il nostro presente è, inevitabilmente, il riassunto della nostra storia passata. Impossibile staccarsi da ciò che siamo stati. Campagna, città dal passato glorioso, ci ricorda in ogni suo angolo da dove veniamo e le azioni portate avanti dai nostri predecessori. Il nostro compito – alquanto arduo – è quello di esserne in minima parte all’altezza. Il primo passo per avvicinarci a tale obiettivo è sicuramente quello di rendere i giovani consapevoli della nostra storia.

Angela Cubicciotti, in uno dei giorni più importanti della sua vita, ha deciso di raccontare una “pagina” di Campagna che resterà indelebilmente impressa nella storia dell’umanità. “Musei della Shoah tra memoria e tecnologia. Campagna: itinerario della memoria e della pace”: questo è il titolo che Angela ha dato alla sua tesi di laurea in “Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali” discussa lo scorso mese di dicembre all’Università degli Studi di Salerno. Ha scelto come materia “Storia Contemporanea” e, naturalmente, ha trovato in Campagna il soggetto perfetto da cui trarre ispirazione.

Una tesi con protagonista Campagna: auguri dott.ssa Cubicciotti

Durante la Seconda Guerra Mondiale, in Italia, furono operativi 35 campi di concentramento e transito – si legge nel suo lavoro presentato davanti ad una commissione di docenti universitari -. Tra i campi istituiti nel 1940 in edifici già esistenti e destinati ad accogliere gli ebrei stranieri, il più grande era quello di Campagna, in provincia di Salerno”. Brividi. Ogni volta che si associa l’espressione “campo di concentramento” a Campagna la mente fa un tuffo nel passato rievocando una delle pagine più buie della storia dell’uomo. Ma Campagna, in quella oscurità, è riuscita a splendere con la propria luce, a dimostrare come dei semplici uomini di un piccolissimo centro abitato situato nel salernitano siano stati capaci di ostacolare il piano creato da altri uomini, potentissimi e folli.

Campagna – continua a scrivere Angela – era una cittadina di 11.300 persone non lontana da Eboli, e dal punto di vista militare offriva condizioni ideali per l’allestimento, essendo circondata dai Monti Picentini e da colline con un’unica via di accesso che offriva agli organi di polizia non solo un facile controllo, ma anche un luogo pressoché sconosciuto e poco visibile se non da un’osservazione aerea. Nei primi mesi il campo di internamento ospitava 365 uomini catturati in diverse parti della Penisola. Inizialmente il campo era sistemato in due ex conventi, quello dei ‘Domenicani’ in via S. Bartolomeo e quello degli ‘Osservanti’ in località Concezione, di proprietà del comune; questi si trovavano uno all’inizio del paese e l’altro alla fine ed erano facili da sorvegliare. Se le autorità religiose, e in particolare il vescovo Palatucci, si adoperavano per rendere più sopportabile e dignitosa la vita di questi internati, anche le autorità politiche e di polizia ebbero un atteggiamento improntato sulla solidarietà e resero vivibile la vita di questi perseguitati offrendo loro amicizia e rispetto”.

Insomma, gli ebrei trovarono a Campagna una seconda casa, un luogo che gli accolse come “uomini” e non come numeri da decimare. La situazione, tuttavia, degenerò nel 1943 con l’arrivo dei tedeschi.  

Alla fine gli ebrei riuscirono a scappare e a rifugiarsi nelle montagne di Campagna; un anno dopo gli internati riuscirono progressivamente a lasciare il Paese per rientrare in seno alle loro famiglie. Questi, riconosciuto il bene fatto da Monsignore Palatucci, non si stancarono mai di scrivere lettere di ringraziamento e, inoltre, lo invitarono nel 1953 in Israele per fargli inaugurare una via in suo onore e un viale in onore di suo nipote (Giovanni Palatucci, funzionario degli Uffici Esteri della questura di Fiume, riuscì a salvare centinaia di ebrei grazie al suo coraggio) che morì nel campo di Dachau”.

L’azione dei Palatucci, tutt’oggi, è indelebile nel nostro paese. “A Campagna sorge il ‘Museo della Memoria e della Pace’ dedicato all’operato del vice questore e di suo zio. È un museo di piccole dimensioni ma ben curato, suddiviso in due piani, una struttura all’avanguardia […] che descrive il destino degli ebrei internati a Campagna”.

Ma la tesi di laurea di Angela Cubicciotti non si è solo soffermata all’aspetto prettamente storico; il suo relatore, prof. Alfonso Conte, infatti, l’ha spinta ad andare oltre, a ricercare nuove idee in grado di poter rendere tale museo, già ricchissimo di storia, maggiormente appetibile al pubblico. “Grazie ai fondi dell’Unione Europea si potrebbe pensare di allestire una postazione multimediale composta da un monitor e da due casse audio che potrebbe presentare un breve video azionato tramite sensore di presenza. La voce narrante, accompagnata da una musica di sottofondo, potrebbe descrivere il complesso, raccontarne la storia e fare una presentazione della mostra permanente, delineando la suddivisione delle aree tematiche in cui si snoda il percorso di visita. Inoltre, si è pensato a tre paesaggi sonori differenti, studiati appositamente per ricreare l’atmosfera di ciascuna sala del museo: tali ambientazioni sonore risulterebbero indispensabili per un maggiore coinvolgimento emotivo del visitatore”.

Campagna tra storia e nuove tecnologie: un connubio perfetto in grado di avvicinare i giovani di oggi, poco inclini allo sfoglio di un libro, alla memorabile storia del proprio paese. Grazie, dottoressa Cubicciotti, per aver deciso di rendere omaggio alla storia di Campagna nel giorno della sua laurea.

Ciao Angela, prima di tutto auguri per l’importante traguardo raggiunto. Perché hai scelto Campagna come soggetto della tua tesi di laurea e chi vorresti ringraziare?

Ho scelto di scrivere di Campagna perchè il nostro paese è ricco di storia e non tutti lo sanno. Mi faceva piacere far conoscere questa piccola parentesi di cui Campagna è stata protagonista. Penso sia fondamentale ed interessante sapere cos’è accaduto in passato sul proprio territorio. Ci tengo particolarmente a ringraziare Adriana Maggio e Marcello Naimoli, fondamentali nell’elaborazione della mia tesi soprattutto grazie al prezioso materiale che mi hanno gentilmente messo a disposizione”.

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