Secondo posto al mondiale di bodybuilding: la storia di Peppe Letteriello

Secondo posto al mondiale di bodybuilding: la storia di Peppe Letteriello

Sacrificio, costanza, forza di volontà, determinazione: sono questi gli elementi che qualsiasi uomo deve mettere in campo per raggiungere i propri obiettivi e per superare i propri limiti. Lo sa bene Giuseppe Letteriello, cittadino campagnese meglio conosciuto come “Peppe D +”, arrivato a disputare la “World Cup”, una gara mondiale di bodybuilding.

Lo scorso 8 giugno, infatti, è volato in Ungheria, precisamente a Budapest, per sfidare atleti provenienti da tutto il pianeta nella categoria “80-90 kg”. Lui, campagnese, è stato l’unico rappresentante italiano in una competizione mondiale. Bastava già la sola partecipazione ad un evento del genere per capire lo storico traguardo raggiunto. Ma Peppe, soprannominato “Di più”, poteva mai accontentarsi della semplice partecipazione? Impossibile. Insomma, il viaggio di ritorno dall’Ungheria all’Italia lo ha fatto con una bella medaglia al collo: un secondo posto tanto bello quanto inaspettato.

Gentilissimo e disponibilissimo, il signor Peppe Letteriello ha accettato di rilasciare a noi de Il Dunque una breve intervista in cui ha ripercorso il viaggio che lo ha portato alla finale di Budapest.

Salve, signor Letteriello. Com’è nata la sua passione per il bodybuilding?

La mia passione per questa attività fisica è nata un po’ per caso. Ho iniziato a frequentare l’ambiente della palestra da quando avevo 15-16 anni, poi, a causa di un incidente, ho dovuto lasciare e ho cominciato a fare terapie riabilitative. Ritrovandomi a fare riabilitazione dalla mattina alla sera, mi sono appassionato a questa disciplina”.

Cosa ha provato quando le hanno comunicato del secondo posto ottenuto in Ungheria?

Arrivato in Ungheria ho subito notato il livello alto degli atleti, a quel punto mi sono prefissato come obiettivo quello di arrivare almeno tra i primi dieci. Sarebbe stata già una grossa soddisfazione. Poi, invece, sono arrivato secondo, un risultato bellissimo ed inaspettato. Sono orgogliosissimo per quanto ottenuto”.

Quanto allenamento c’è dietro un risultato del genere?

Per arrivare ad un certo livello ci vogliono anni di preparazione. Ho cominciato ad allenarmi per la gara in Ungheria nel mese di ottobre del 2018, subito dopo aver finito ‘Mister Universo’, un’altra importante manifestazione a cui ho partecipato piazzandomi quinto, proprio quel posizionamento mi ha permesso di qualificarmi al Mondiale. L’allenamento a cui mi sono sottoposto prevedeva sei giorni alla settimana di attività, con una frequenza di quasi due ore a seduta. Il piano di lavoro è variato due settimane prima della gara: due sedute al giorno, mattina e pomeriggio, per un totale di quasi quattro ore. Per raggiungere dei buoni risultati si deve avere molta passione e soprattutto bisogna credere in quello che si fa. E’ un’attività molto difficile da affrontare, sia a livello fisico che mentale. Ci vuole allenamento, costanza e una grande forza di volontà”.

Un messaggio a chi vorrebbe avvicinarsi a questo sport…

Prima di tutto l’attività fisica in generale è importante, significa stare bene e aiuta a vivere meglio. La palestra, dal mio punto di vista, prepara alla vita. In quell’ambiente capisci di essere da solo con davanti la tua sfida da superare: nel mio caso la ghisa e i pesi da sollevare, da solo, potendo contare solo su me stesso. Insomma, un po’ come la vita dove nessuno ti regala niente. Il mio invito ai giovani è quello di avvicinarsi al mondo della palestra per affrontare, di conseguenza, la vita nel migliore dei modi”.

In ultimo: c’è qualcuno che vorrebbe ringraziare e quali sono le prossime sfide che affronterà?

Ringrazio ovviamente la mia palestra, la ‘My World Fitness Club’, e in particolare il prof. Giuseppe Maiorano che mi ha permesso di salire sul tetto del mondo. Il prossimo 29 e 30 giugno gareggerò per l’Europeo e per ‘Mister universo’ a Taranto”.