Io sono campagnese, ma con la droga non c’entro niente!

Io sono campagnese, ma con la droga non c’entro niente!

Io mi aggrappo a Solimene e Geminale! Io mi aggrappo a loro due e ai loro uomini perché è difficile, in questo momento storico, fidarmi ad occhi chiusi di tutti i miei concittadini.

Campagna centro dello spaccio”, “Campagna base operativa”: sono solo due dei numerosissimi titoli comparsi negli ultimi giorni sulle pagine di cronaca locale. Le operazioni antidroga nel salernitano aumentano e Campagna c’è, sempre o quasi sempre, come se fossimo diventati un polo d’attrazione. Nell’ultimo evento è addirittura emerso un filo diretto con la ‘ndrangheta calabrese, mentre nel recente passato non ci siamo fatti mancare un aggancio con l’hinterland napoletano (operazione antidroga del 2017).

Insomma, motivi e “amicizie” di cui, per alcuni, è facile vantarsi, proprio come se fossimo in uno di quei film che tanto vanno di moda ultimamente. Ed invece no, il pallino rosso della telecamera è spento! Si tratta di vita reale, dove per ogni spacciatore o organizzazione sgominata c’è una serie indeterminata di acquirenti di ogni età che stanno letteralmente buttando via il dono più grande che si possa ricevere: la vita.

Restringiamo di nuovo il campo, la mia/nostra Campagna. Negli ultimi due anni, tramite i dati de Il Dunque (certamente non ufficiali, ma che ben inquadrano la situazione), sono diverse le operazioni testimoniate ed accertate. A preoccupare è soprattutto il fatto che non si tratta “semplicemente” di consumatori abituali di sostanze stupefacenti, i campagnesi fermati sono stati accusati di coltivare e/o spacciare sostanze illegali.

Arresti che hanno coinvolto gente di ogni fascia della popolazione: dal ragazzino al padre di famiglia, passando per il cittadino ospite nel centro di accoglienza fino ad intere famiglie riunite in clan. Spesso persone incensurate e insospettabili, altre volte individui incapaci, nonostante gli sbagli del passato, di allontanarsi da un mondo malato. Loro, tutti loro, hanno pagato, lo stanno facendo tuttora o pagheranno (come nell’ultima retata, ovviamente a processo concluso nel caso in cui risultino realmente colpevoli) il loro conto con la giustizia. Un quadro assolutamente non roseo che di certo non vuole etichettare i campagnesi con epiteti che non meritano. Il problema, però, c’è e spesso, purtroppo, non si vede. Siamo di fronte ad attività che si celano nell’ombra, i cui effetti possono essere terrificanti.

Fortunatamente, lo spiraglio di luce si intravede. Il maresciallo Angelo Solimene, da poco entrato in servizio presso la caserma di Campagna, sembra aver messo al primo posto delle faccende da sbrigare proprio la lotta allo spaccio. I controlli sul territorio sono aumentati e, di conseguenza, anche i riscontri in termini di arresti. Al suo fianco ha trovato un altro osso duro, il capitano Luca Geminale della compagnia di Eboli. Io mi aggrappo, insieme a tutti i cittadini campagnesi onesti, a loro. L’obiettivo è di vedere svanire quei titoloni di giornali, di scrollarci di dosso una nomea che comincia a dare fastidio.

Siamo campagnesi…e con la droga non vorremmo c’entrarci niente!