Nel 2026, il congedo parentale si presenta con una serie di novità che cambiano le regole del gioco per i genitori lavoratori. Le nuove disposizioni puntano a semplificare le procedure, assicurare una maggiore equità tra madri e padri e soprattutto tutelare il diritto a bilanciare lavoro e famiglia. Se sei in attesa o stai pianificando di diventare genitore, conoscere i dettagli aggiornati ti permetterà di organizzarti meglio e sfruttare al massimo i benefici previsti.
Quali sono le nuove regole per il congedo parentale nel 2026?
Le nuove regole congedo parentale 2026 stabiliscono una durata massima complessiva di 12 mesi per ogni bambino, da suddividere tra i genitori. Ogni genitore ha diritto a un periodo individuale non cedibile di almeno 3 mesi. I restanti mesi possono essere distribuiti liberamente, ma nessuno dei due può superare i 9 mesi individualmente.
Per la prima volta, la normativa riconosce pari dignità alle coppie di fatto, ai genitori adottivi e affidatari, garantendo le stesse tutele previste per le famiglie tradizionali. Nel dettaglio, il riferimento normativo principale è il Decreto Legislativo n. 105/2022, aggiornato con la Legge di Bilancio 2026.
Il congedo parentale si può utilizzare fino al compimento del dodicesimo anno di età del bambino, sia in modo continuativo sia frazionato in più periodi.
Quanto spetta ai genitori durante il congedo parentale nel 2026?
L’indennità congedo parentale 2026 è stata aggiornata per offrire maggiore sostegno economico. Per i primi 3 mesi spettanti a ciascun genitore, l’indennità è pari al 60% della retribuzione media giornaliera. I successivi 3 mesi (eventualmente fruiti da uno solo dei genitori) sono retribuiti al 30%.
Se il reddito individuale non supera 2,5 volte il trattamento minimo pensionistico, anche i mesi successivi sono coperti dal 30%. La legge prevede che la richiesta sia accolta indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro (tempo determinato, indeterminato, part-time, apprendistato).
Facciamo un esempio pratico: se percepisci uno stipendio netto di 1.600 euro, durante i primi 3 mesi di congedo riceverai circa 960 euro mensili; nei mesi successivi, l’importo scende a 480 euro.
Come richiedere il congedo parentale nel 2026?
Dal 2026 la procedura per richiedere il congedo parentale è stata digitalizzata. Puoi presentare la domanda direttamente sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. La richiesta deve essere inoltrata almeno 5 giorni prima dell’inizio del periodo di assenza.
Nel modulo online dovrai specificare le date di inizio e fine del congedo, allegare eventuale documentazione e dichiarare se intendi usufruire del congedo in modalità continuativa o frazionata. L’INPS invierà conferma dell’accoglimento della domanda entro 7 giorni lavorativi.
Se hai un contratto pubblico, la richiesta va inoltrata anche all’ufficio del personale del tuo ente. Nel settore privato, invece, basta la comunicazione tramite portale INPS: il datore di lavoro riceverà notifica automatica.
Quali sono i diritti dei lavoratori durante il congedo parentale 2026?
Durante il periodo di congedo, il tuo rapporto di lavoro resta sospeso ma protetto. Non puoi essere licenziato per tutta la durata del congedo e, nei 12 mesi successivi al rientro, godi di una tutela rafforzata contro i licenziamenti illegittimi.
Il tempo trascorso in congedo parentale nel 2026 contribuisce all’anzianità di servizio e al calcolo del TFR, anche se la retribuzione è ridotta. Hai diritto a mantenere la stessa posizione lavorativa al rientro, senza penalizzazioni nella carriera o nella retribuzione.
Puoi scegliere di rientrare anticipatamente, ma è sufficiente comunicare la decisione con 5 giorni di preavviso. Durante il congedo, hai anche diritto alla copertura previdenziale e sanitaria, secondo la normativa vigente.
Quali sono le differenze rispetto al congedo parentale degli anni precedenti?
Rispetto agli anni precedenti, il congedo parentale 2026 introduce diverse novità sostanziali. La prima riguarda la parificazione dei diritti tra madri e padri, con periodi di congedo non più trasferibili all’altro genitore.
La durata massima è stata estesa da 10 a 12 mesi complessivi, e l’età massima del bambino è passata da 8 a 12 anni. L’indennità per i primi mesi è aumentata dal 30% al 60%, offrendo un aiuto concreto soprattutto nei primi mesi di vita del bambino.
Un’altra differenza importante: la digitalizzazione della procedura e la possibilità di frazionare con maggiore flessibilità i periodi di astensione. In passato, le richieste dovevano essere inoltrate in modo cartaceo o tramite intermediari; ora puoi gestire tutto in autonomia, online.
Infine, per i genitori adottivi e affidatari, la normativa 2026 elimina le disparità: i diritti e le indennità sono equiparati a quelli dei genitori biologici, senza distinzioni.
Francesca Lombardi
Avvocato Civilista, Esperta in Diritto Immobiliare
Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2012, con studio legale specializzato in diritto immobiliare, contrattualistica e tutela del consumatore. Segue contenziosi condominiali, locazioni, compravendite e procedure di successione. Membro della Camera Civile del Foro di Firenze, scrive per rendere comprensibili norme e sentenze che impattano la vita quotidiana dei cittadini.
