La dichiarazione di successione rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per chi eredita beni in Italia. Tuttavia, la normativa vigente prevede alcune esenzioni specifiche, soprattutto quando la successione riguarda i figli del defunto. Nel 2026, il quadro normativo introdurrà ulteriori cambiamenti che renderanno più chiari i casi in cui i figli non sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione, con particolare attenzione alle franchigie e alle nuove regole sulle imposte.
Nuove soglie di esenzione per i figli dal 2026
Secondo quanto previsto dalla legislazione fiscale, per le successioni tra parenti in linea retta, come i figli, l’esenzione dall’imposta di successione si applica fino a 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. Sulla parte che eccede questa soglia, si applica un’aliquota ridotta al 4%. I dati confermati da fonti autorevoli indicano che, dal 1° gennaio 2026, le franchigie previste per successioni e donazioni diventeranno indipendenti tra loro, permettendo così a ciascun figlio di usufruire di una doppia esenzione totale fino a 2.000.000 di euro.
Questa novità normativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore autonomia nei trasferimenti patrimoniali tra genitori e figli, sia in caso di successione che di donazione. In questo modo, un figlio potrà godere fino a 1.000.000 di euro esenti per la successione e altri 1.000.000 di euro esenti per eventuali donazioni ricevute, rafforzando la tutela del patrimonio familiare.
Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria
La legge italiana stabilisce precise condizioni per l’esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione. In particolare, se l’asse netto ereditario non supera i 100.000 euro e non sono presenti beni immobili tra quelli ereditati, i figli e gli altri parenti in linea retta non sono tenuti a presentare la dichiarazione. Questa soglia rappresenta un importante snellimento burocratico per le successioni di modesto valore e senza immobili, evitando costi e procedure inutili per gli eredi.
È fondamentale sottolineare che la presenza di immobili, anche di valore modesto, rende comunque obbligatoria la presentazione della dichiarazione di successione, indipendentemente dall’importo complessivo dell’eredità. La normativa mira così a garantire la corretta trascrizione e regolarizzazione della proprietà immobiliare.
Agevolazioni per i figli under 26
Una specifica agevolazione è prevista per i figli che non abbiano ancora compiuto 26 anni al momento dell’apertura della successione. Per loro la franchigia viene elevata a 1.500.000 euro, con un’aliquota ridotta al 3% sull’eventuale eccedenza rispetto a tale soglia. Questa misura ha lo scopo di favorire il ricambio generazionale e sostenere i giovani nella gestione del patrimonio familiare.
L’agevolazione si applica esclusivamente agli eredi diretti in linea retta e rappresenta un elemento di particolare interesse per le famiglie che intendono pianificare il passaggio generazionale in modo vantaggioso dal punto di vista fiscale.
Le franchigie per successione e donazione: cosa cambia dal 2026
Un aspetto di rilievo della riforma riguarda la separazione delle franchigie per successioni e donazioni. Dal 2026, ogni figlio potrà beneficiare di una franchigia autonoma sia per quanto riceve in successione che per quanto riceve tramite donazione, fino a un totale di 2.000.000 di euro esenti da imposte. Questo significa che la ricezione di una donazione non andrà più a ridurre la quota esente in caso di successiva successione, e viceversa.
- Successione: esenzione fino a 1.000.000 euro per ciascun figlio, aliquota 4% sull’eccedenza.
- Donazione: ulteriore esenzione fino a 1.000.000 euro, anch’essa con aliquota 4% su quanto eccede.
- Under 26: franchigia aumentata a 1.500.000 euro e aliquota 3% sull’eccedenza in successione.
Questa innovazione normativa offre nuove opportunità di pianificazione patrimoniale e rende più flessibile la gestione dei trasferimenti tra generazioni, soprattutto nelle famiglie con patrimoni medi e medio-alti.
Implicazioni pratiche per gli eredi
Nella prassi, la non obbligatorietà di presentare la dichiarazione di successione si verifica solo in casi specifici. Occorre verificare con precisione il valore dell’asse ereditario e la presenza o meno di immobili. Gli eredi che rientrano nelle condizioni di esenzione possono evitare il procedimento, ma è consigliabile conservare la documentazione attestante il valore ereditato per eventuali controlli futuri da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Per le successioni di importo superiore o che comprendono immobili, la dichiarazione resta obbligatoria e deve essere presentata entro dodici mesi dal decesso. In caso di incertezza sulle modalità, è sempre opportuno rivolgersi a un professionista del settore che possa verificare i presupposti per l’esenzione e guidare nella corretta compilazione della pratica.
Successione e pianificazione familiare: cosa considerare
Le nuove soglie di esenzione e la separazione tra franchigie di successione e donazione rappresentano un’occasione per rivedere la pianificazione patrimoniale familiare. Le famiglie possono valutare se anticipare parte dei trasferimenti attraverso donazioni o attendere la successione, tenendo conto delle specifiche agevolazioni per i figli under 26 e delle diverse aliquote applicabili.
È importante inoltre considerare che le regole sull’esenzione dalla dichiarazione non si applicano a tutte le situazioni. Ad esempio, in presenza di aziende o partecipazioni societarie, potrebbero essere previste delle agevolazioni aggiuntive, ma restano comunque necessari degli adempimenti formali.
Conclusioni
Le modifiche normative in arrivo dal 2026 rafforzano la tutela del patrimonio familiare, ampliando le soglie di esenzione e semplificando le procedure in caso di successione tra figli e genitori. La possibilità di beneficiare fino a 2.000.000 euro totali esenti rappresenta una rilevante opportunità, mentre l’esenzione dall’obbligo di dichiarazione di successione in caso di eredità inferiore a 100.000 euro e senza immobili offre un concreto alleggerimento burocratico e fiscale.
Resta fondamentale per gli eredi informarsi con attenzione sulle condizioni richieste dalla legge e, all’occorrenza, affidarsi a consulenti qualificati per evitare errori e sfruttare appieno le agevolazioni previste.
Francesca Moretti
Commercialista e Consulente Fiscale
Esperta di fiscalità per partite IVA e piccole imprese. Scrive guide chiare per districarsi nella burocrazia, con un focus particolare sulle agevolazioni fiscali e la pianificazione patrimoniale.
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