Bonus 80 euro, ecco come funziona: la guida

La notizia di oggi è che dopo aver tolto gran parte dei bonus inseriti dal precedente Governo, Giorgia Meloni ne incastra uno “rivoluzionario”. Grazie al mutamento del fisco e delle aliquote Irpef, parecchi riceveranno 80 euro bonus in linea retta in busta paga. Bisogna dire che adesso è ancora un progetto in fase di creazione ma che certamente verrà approvato.



Bonus 80 euro, ecco come funziona: la guida

Il bonus sarò la conseguenza di una agevolazione delle aliquote. Ancor prima di entrare in forza, già è stato assoggettato a una serie di critiche, che evidenziano come il bonus anziché sorreggere i ceti bassi, va adappoggiare quelli medi. Ciò avviene al momento con la tassazione e le aliquote Irpef sono ordinate come segue: L’aliquota sarà al 23% per chi ha un reddito fino a 15 mila euro.

L’aliquota all’opposto avrà un valore del 35% per chi ha reddito tra i 28 mila e i 50 mila. Salirà al 25% per chi ha un reddito racchiuso tra i 15 mila e i 28 mila euro. Giungiamo a un’aliquota al 43% per chi possiede un reddito superiore ai 50 mila euro. Il Governo Meloni presume una riduzione da 4 a 3 aliquote. Chi fruisce un reddito fino a 15 mila euro proseguirà ad avere un’aliquota del 23%. Chi all’opposto ha un reddito tra i 15 mila e i 50 mila, vedrà l’aliquota divenire del 27%.



Alla fine, indugerà del 43% l’aliquota di chi ha un reddito più alto di 50 mila. Si sta ancora dialogando il limite della seconda aliquota, che potrebbe anche essere di 47 mila o 48 mila euro, invece che 50. Con tale nuovo sistema, il bonus da 80 euro si rifà al profitto mensile che conseguirebbe un lavoratore con un reddito annuo di 40-42 mila euro. Essendovi minori tasse da pagare allo Stato che ammonterebbero a circa 1000-1100, secondo le falsificazioni. Infine, nel calcolo del bonus si terrà conto anche del quoziente familiare, ovvero della combinazione del nucleo familiare, ricompensando quelle con più figli e monoreddito.

Il bonus pertanto andrebbe ad appoggiare i lavoratori dipendenti, sia nel pubblico che privato e i pensionati con un reddito tra i 28 e i 50 mila euro.